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	<title>Millepiani coworking &#187; Camera di Commercio</title>
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	<description>Millepiani APS è una realtà collaborativa che si autofinanzia dal 2014 con i contributi dei lavoratori, come Ente del Terzo Settore attiva pratiche mutualistiche per freelancer, imprese, associazioni, e fasce protette come nuovo welfare in risposta alle emergenze sociali. Rafforza reti auto-organizzate per lo scambio di saperi, beni, servizi e creazione di imprese sostenibili nelle diverse aree di innovazione, p2p, green, sharing economy, cooperazione, economia circolare, lavoro agile.</description>
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		<title>Today Not Tomorrow</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2015 17:36:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Progetto TNT &#8211; Today Not Tomorrow OGGI NON DOMANI Non possiamo aspettare dobbiamo agire subito Sito web &#8211; Seniores Italia Partners per lo Sviluppo &#8211; Lazio >> Referente del progetto: Giorgio Bertini, giorgio.bertini@senioresitalia.it >> con il patrocinio di SODALITAS / CEV-SPES LAZIO / RAI SENIOR / ANIMA / BIBLIOTECHE DI ROMA / LEGAMBIENTE LAZIO / [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5>Progetto TNT &#8211; Today Not Tomorrow</h5>
<p><strong>OGGI NON DOMANI Non possiamo aspettare dobbiamo agire subito</strong><br />
<strong><a href="http://seniores-sedelazio.weebly.com/today-not-tomorrow.html" target="_blank"> Sito web &#8211; Seniores Italia Partners per lo Sviluppo &#8211; Lazio >></strong><br />
Referente del progetto:  <strong>Giorgio Bertini,</strong> <a href="mailto:giorgio.bertini@senioresitalia.it " target="_blank"><strong>giorgio.bertini@senioresitalia.it >></strong> </a><br />
con il patrocinio di SODALITAS / CEV-SPES LAZIO / RAI SENIOR / ANIMA / BIBLIOTECHE DI ROMA / LEGAMBIENTE LAZIO / CNA / CAMERA DI COMMERCIO / ROMA CAPITALE<br />
a Millepiani Coworking da marzo 2015, Via Nicolò Odero 13 Garbatella, Roma</p>
<p>La disoccupazione giovanile è un fenomeno che interessa tutti i paesi industrializzati ma in Italia ha raggiunto dimensioni allarmanti  con rilevanti costi sociali e personali.<br />
Le  ragioni sono molteplici e richiedono interventi complessi di lungo termine. Una significativa aliquota di giovani,stimata attorno al 19%, non studia e non ricerca un lavoro.<br />
Una delle cause del fenomeno italiano può individuarsi nella sostanziale “NON CONOSCENZA” da parte dei giovani delle caratteristiche culturali e comportamentali necessarie per entrare nel mondo del lavoro.<br />
I volontari professionali senior si attivano per offrire il loro contributo di esperienza,competenza e metodo e dare un contributo al superamento di questa di questa “bomba “ sociale ed economica offrendo a giovani disoccupati od inoccupati, tre laboratori gratuiti integrati in un percorso fondato sulla autovalutazione e la esperienza pratica.</p>
<p><strong>I TRE LABORATORI</strong><br />
gestiti da esperti con solida esperienza professionale,<br />
1. si rivolgono a <strong>giovani disoccupati</strong> o <strong>inoccupati</strong><br />
2. risponderanno alle seguenti domande:<br />
- <strong>­Come valuto e sviluppo le mie competenze ed abilità rispetto alle mie aspettative ed obiettivi di vita? </strong><br />
[1° laboratorio: <a href="http://seniores-sedelazio.weebly.com/tnt-laboratorio-1.html" target="_blank"><strong>Cosa so fare e cosa vorrei fare >></strong></a>]<br />
- <strong>Come mi organizzo per la ricerca del lavoro? Quali sono le competenze ed attitudini richieste oltre a quelle professionali?</strong><br />
[2° laboratorio: <a href="http://seniores-sedelazio.weebly.com/tnt-laboratorio-2.html" target="_blank"><strong>Giovani &#038; Impresa della Fondazione Sodalitas >></strong></a>]<br />
- <strong>­Come posso avviare una mia attività?</strong> (risparmio energetico, recupero aree abbandonate, orti urbani, tutela patrimonio archeologico, decoro urbano, applicativi) <strong>Come faccio un piano d’impresa? Quali agevolazioni? Chi mi può aiutare?</strong><br />
[3° laboratorio: <a href="http://seniores-sedelazio.weebly.com/tnt-laboratorio-3.html" target="_blank"><strong>Start up >></strong></a>]<br />
3. avvieranno  delle  <strong>comunità  di  pratica</strong>  con  l’assistenza  degli  esperti  Seniores  per  patrimonializzare  le esperienze e condividere pratiche di successo.</p>
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		<title>3° Incontro &#8211; Coworking e spazi pubblici</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 18:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cowo/Welfare/Diritti]]></category>
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		<description><![CDATA[3° INCONTRO &#8211; Coworking e spazi pubblici: la rigenerazione urbana Il riuso degli spazi pubblici urbani inutilizzati come sfida per le Pubbliche Amministrazioni in tema di lavoro, di sviluppo, di coesione civile. 13 giugno 2014, alle ore 17 Millepiani coworking &#8211; Via Nicolò Odero, 13 a cura di CNA Roma, Sectio &#8211; comunicazione visiva con [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5>3° INCONTRO &#8211; Coworking e spazi pubblici: la rigenerazione urbana</h5>
<p><strong>Il riuso degli spazi pubblici urbani inutilizzati<br />
come sfida per le Pubbliche Amministrazioni<br />
in tema di lavoro, di sviluppo, di coesione civile.</strong><br />
13 giugno 2014, alle ore 17<br />
Millepiani coworking &#8211; Via Nicolò Odero, 13<br />
a cura di CNA Roma, Sectio &#8211; comunicazione visiva<br />
con il contributo della Camera di Commercio di Roma<br />
<a href="https://www.facebook.com/events/393383970801733/"><img src="https://www.millepiani.eu/wp-content/uploads/2013/02/iscrivitiFB.jpg" alt="iscrizione evento FB" width="139" height="45" class="alignleft size-full wp-image-1182" /></a></p>
<h4><a href="http://coworkingeconomiacollaborativa.wordpress.com/" title="Web" target="_blank">Vai al BLOG + VIDEO degli incontri >></a></h4>
<p>L’attuale fase di profonda crisi economico-strutturale che stanno vivendo in particolare i grandi centri urbani dovrebbe liberare inedite energie progettuali e nuove elaborazioni principalmente sul tema degli spazi urbani, cuore del tessuto sociale e relazionale. Alle minacce di frantumazione per il benessere individuale di larghi strati della popolazione dovrebbe contrapporsi, in un’ottica di preservazione e di sostegno solidale, il rafforzamento della sfera e dei servizi sociali, strettamente connesso alla qualità della vita.<br />
Viceversa, la grave recessione in atto, con pochi segnali di uscita, sembra non affievolire le vecchie logiche speculative che sin dal dopoguerra hanno caratterizzato l’intervento edilizio soprattutto in una città come Roma, per decenni in forte espansione demografica. Anzi, l’indebolimento (e l’imbarbarimento) della politica finisce con il favorire l’assoluto controllo e l’abbrutimento dei <em>luoghi-non luoghi</em> da parte di coloro che con le proprie “discriminazioni spaziali” mirano ai facili e cinici profitti.<br />
Roma sembra ormai segnata – e lo è da decenni &#8211; dalle politiche urbanistiche dissennate, che hanno posto al centro della pianificazione territoriale gli interessi dei costruttori e della finanza. Se ciò ha prodotto effimero sviluppo, a caro prezzo per l’ambiente, oggi tali politiche residuali risultano più che mai anacronistiche, soprattutto incapaci di coniugare crescita e sostenibilità.<br />
Il tema degli spazi urbani e delle sei “r” (recupero, riuso, riqualificazione, rigenerazione, ricucitura, riequilibrio dell’edilizia esistente, senza ulteriore spreco di suolo da urbanizzare), è diventato quindi quanto mai centrale e strategico per le amministrazioni locali.<br />
Il “pubblico” si trova di fronte ad una scelta: o destinare questo patrimonio alla rendita speculativa, ripianando magari bilanci in sofferenza, o ragionare in termini strategici e di sviluppo sostenibile, guardando la realtà di chi vive la città nel quotidiano. Vecchi edifici pubblici ormai vuoti, caserme inutilizzate, fabbriche abbandonate possono oggi offrire una risposta alla crisi attraverso percorsi partecipati in grado di rispondere ai bisogni concreti dei cittadini.<br />
Meritori progetti di recupero organico, sul modello di quelli attuati in molte realtà urbane soprattutto del Nord Europa, possono non solo liberare le potenzialità creative delle comunità locali, ma soprattutto restituire dignità a termini quali economia (incentrata sulle persone), lavoro, diritti, ambiente, socialità, cultura, sport, integrazione.<br />
La crisi, in tal senso, può rappresentare un’occasione per restituire qualità al sistema sociale degli spazi urbani, caratterizzandolo in modo sostenibile, armonico e a mobilità lenta.</p>
<p>Partecipano:<br />
<strong>illepiani Coworking</strong>,<br />
<strong>Tommaso Spagnoli</strong>, SPQRWork<br />
<strong>Carlo Infante</strong>, Urban Experience / Stati Generali dell’Innovazione<br />
<strong>Paolo Masini</strong>, assessore alle Periferie Roma Capitale<br />
<strong>Marta Leonori</strong>, assessore alle Attività Produttive Roma Capitale<br />
<strong>Andrea Santoro</strong>, pres. IX Municipio<br />
<strong>Andrea Catarci</strong>, pres.VIII Municipio<br />
<strong>Carmelo Ursino</strong>, commissario straordinario LazioAdisu
</p>
<h5>Coworking ed economia collaborativa</h5>
<p>Millepiani Coworking – maggio/giugno 2014 – via Nicolò Odero, 13</strong><br />
<a href="https://www.facebook.com/pages/Coworking-ed-Economia-Collaborativa/1417828195152102"><img src="https://www.millepiani.eu/wp-content/uploads/2014/04/Button_FB.png" alt="fb mi piace" width="185" height="80" class="alignleft size-full wp-image-4435" /></a></p>
<p><strong><a href="http://goo.gl/f0tjXY" target="_blank">Leggi la Newsletter n°1 di &#8216;Coworking ed Economia Collaborativa&#8217; Ciclo di incontri e seminari per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa >></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://goo.gl/gCvR9V" target="_blank">Leggi la Newsletter n°2 di &#8216;Coworking ed Economia Collaborativa&#8217; Ciclo di incontri e seminari per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa >></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://issuu.com/millepianicoworking/docs/03_news_layout_1_2_?e=9911784/8199500" target="_blank">Leggi la Newsletter n°3 di &#8216;Coworking ed Economia Collaborativa&#8217; Ciclo di incontri e seminari per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa >></a></strong></p>
<p>Da diversi decenni in Italia, come e forse più che negli altri Paesi ad economia avanzata, si è sviluppata una realtà lavorativa / produttiva che si colloca in una area intermedia tra la libera professione e l’attività di impresa. Questa realtà oggi sembra che abbia accelerato la propria crescita, e che stia diventando realmente significativa in termini di occupazione (soprattutto per i giovani con un profilo di conoscenze e capacità medio alto) e creazione di ricchezza.</p>
<p>Non si tratta di un fenomeno effimero o l’inseguimento di una utopia. Si tratta con tutta evidenza della sperimentazione creativa di una nuova modalità di organizzare il lavoro, la cui rilevanza in termini economici e sociali è stata riconosciuta ad esempio da Il Sole 24 Ore che in un articolo apparso il 24 dicembre scriveva “Anche il nostro Paese si è tuffato nelle acque dell&#8217;economia collaborativa: in particolare, nell&#8217;ambito dei trasporti, delle energie, dell&#8217;alimentazione e del design. (…) Le start-up italiane allargano la piattaforma dei partecipanti al consumo collaborativo offrendo prodotti di qualità a prezzi contenuti. Non solo. La trasparenza e l&#8217;informazione capillare via web asciugano i costi di transazione”.<br />
La creatività, la capacità di collaborare, l’uso intelligente delle nuove tecnologie, un alto livello di competenza professionale sono quindi i punti di forza che stanno accompagnando l’espansione di questo insieme di micro imprese e di professionisti.</p>
<p>La realtà di cui ci stiamo qui occupando è infatti emblematica di quel vasto mondo del lavoro dove il concetto di welfare è – diciamo così – piuttosto affievolito. Scarsi e poco chiari sono i diritti, minima o assente è la sicurezza sociale. Complesso e fondato su una scarsa comprensione è il rapporto con le Pubbliche Amministrazioni. E quello con le banche e le istituzioni finanziarie non è certo migliore.<br />
È un mondo (ancora) senza rappresentanza, senza un ambiente comune nel quale ritrovarsi ed avere occasioni di confronto. È solo da poco tempo che le nuove professioni e le micro imprese sono diventate un fenomeno socio economico rilevante, e quindi è in un certo senso naturale che il sistema fatichi a prendere le misure con un modo radicalmente nuovo di organizzare il lavoro. Ma proprio per questo è opportuno ed urgente iniziare a strutturare dei servizi rivolti a questi interlocutori, fornendo assistenza ed accompagnamento ad una forza economica che se troverà gli adeguati spazi potrà fornire un importante contributo alla ripresa del nostro Paese.</p>
<p>Nello spazio del coworking Millepiani, uno dei primi esperimenti di riuso di uno spazio pubblico inutilizzato a favore del lavoro free lance e delle microimprese, si terranno una serie di incontri e seminari pensati per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa.</p>
<p>16/5/2014<br />
seminario </p>
<p><a class="white nice button2 radius" href="https://www.millepiani.eu/seminario1-economia-collaborativa/" target="_blank">La società, il business e l&#8217;economia collaborativa: modelli e scenari >></a><br />
<em>La storia, le trasformazioni, i modelli di business, reputazione e trust, marketplace p2p, comunità, produzione </em><br />
Simone Cicero,OuiShare – Connecting the Collaborative Economy</p>
<p>30/5/2014<br />
incontro</p>
<p><a class="white nice button2 radius" href="https://www.millepiani.eu/fablab-innovazione/" target="_blank">Fablab e le palestre dell’innovazione: le nuove frontiere delle professioni e dell’artigianato >></a><br /><em>Università, scuole, artigiani tradizionali e digitali, professionisti e imprese insieme per sperimentale le nuove forme dell’apprendimento e della produzione creativa, tra innovazione tecnologica, sociale e civica.</em><br />
Leonardo Zaccone, Roma Makers, FabLab Garbatella<br />
Tommaso Spagnoli, SPQRWork<br />
Alfonso Molina, Fondazione Mondo Digitale<br />
Stephen Trueman, direttore Sapienza Innovazione<br />
Fabio Mongelli, direttore RUFA &#8211; Rome University of Fine Arts<br />
Marco Contini, Open Hub<br />
Beniamino Bimonte, Useit<br />
Maria Fermanelli &#8211; CNA nazionale</p>
<p>13/6/2014<br />
incontro</p>
<p><a class="white nice button2 radius" href="https://www.millepiani.eu/coworking-spazi-pubblici/" target="_blank">Coworking e spazi pubblici: la rigenerazione urbana >></a><br /><em>Il riuso degli spazi pubblici urbani inutilizzati come sfida per le Pubbliche Amministrazioni in tema di lavoro, di sviluppo, di coesione civile.</em><br />
Millepiani coworking<br />
Tommaso Spagnoli, SPQRWork<br />
Rete dei coworking di Roma<br />
Carlo Infante, Stati Generali dell’innovazione<br />
Paolo Masini, assessore alle Periferie Roma Capitale<br />
Marta Leonori, assessore alle Attività Produttive Roma Capitale<br />
Andrea Santoro, pres. IX Municipio<br />
Andrea Catarci,pres.VIII Municipio<br />
Carmelo Ursino, commissario straordinario LazioAdisu</p>
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		<title>Coworking ed economia collaborativa</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 14:59:15 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<h5>Coworking ed economia collaborativa</h5>
<p>Millepiani Coworking – maggio/giugno 2014 – via Nicolò Odero, 13</strong><br />
a cura di CNA Roma, Sectio &#8211; comunicazione visiva<br />
con il contributo della Camera di Commercio di Roma<br />
<a href="https://www.facebook.com/pages/Coworking-ed-Economia-Collaborativa/1417828195152102"><img src="https://www.millepiani.eu/wp-content/uploads/2014/04/Button_FB.png" alt="fb mi piace" width="185" height="80" class="alignleft size-full wp-image-4435" /></a></p>
<h4><a href="http://coworkingeconomiacollaborativa.wordpress.com/" title="Web" target="_blank">Vai al BLOG + VIDEO degli incontri >></a></h4>
<p><strong><a href="http://goo.gl/f0tjXY" target="_blank">Leggi la Newsletter n°1 di &#8216;Coworking ed Economia Collaborativa&#8217; Ciclo di incontri e seminari per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa >></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://goo.gl/gCvR9V" target="_blank">Leggi la Newsletter n°2 di &#8216;Coworking ed Economia Collaborativa&#8217; Ciclo di incontri e seminari per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa >></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://issuu.com/millepianicoworking/docs/03_news_layout_1_2_?e=9911784/8199500" target="_blank">Leggi la Newsletter n°3 di &#8216;Coworking ed Economia Collaborativa&#8217; Ciclo di incontri e seminari per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa >></a></strong></p>
<p>Da diversi decenni in Italia, come e forse più che negli altri Paesi ad economia avanzata, si è sviluppata una realtà lavorativa / produttiva che si colloca in una area intermedia tra la libera professione e l’attività di impresa. Questa realtà oggi sembra che abbia accelerato la propria crescita, e che stia diventando realmente significativa in termini di occupazione (soprattutto per i giovani con un profilo di conoscenze e capacità medio alto) e creazione di ricchezza.</p>
<p>Non si tratta di un fenomeno effimero o l’inseguimento di una utopia. Si tratta con tutta evidenza della sperimentazione creativa di una nuova modalità di organizzare il lavoro, la cui rilevanza in termini economici e sociali è stata riconosciuta ad esempio da Il Sole 24 Ore che in un articolo apparso il 24 dicembre scriveva “Anche il nostro Paese si è tuffato nelle acque dell&#8217;economia collaborativa: in particolare, nell&#8217;ambito dei trasporti, delle energie, dell&#8217;alimentazione e del design. (…) Le start-up italiane allargano la piattaforma dei partecipanti al consumo collaborativo offrendo prodotti di qualità a prezzi contenuti. Non solo. La trasparenza e l&#8217;informazione capillare via web asciugano i costi di transazione”.<br />
La creatività, la capacità di collaborare, l’uso intelligente delle nuove tecnologie, un alto livello di competenza professionale sono quindi i punti di forza che stanno accompagnando l’espansione di questo insieme di micro imprese e di professionisti.</p>
<p>La realtà di cui ci stiamo qui occupando è infatti emblematica di quel vasto mondo del lavoro dove il concetto di welfare è – diciamo così – piuttosto affievolito. Scarsi e poco chiari sono i diritti, minima o assente è la sicurezza sociale. Complesso e fondato su una scarsa comprensione è il rapporto con le Pubbliche Amministrazioni. E quello con le banche e le istituzioni finanziarie non è certo migliore.<br />
È un mondo (ancora) senza rappresentanza, senza un ambiente comune nel quale ritrovarsi ed avere occasioni di confronto. È solo da poco tempo che le nuove professioni e le micro imprese sono diventate un fenomeno socio economico rilevante, e quindi è in un certo senso naturale che il sistema fatichi a prendere le misure con un modo radicalmente nuovo di organizzare il lavoro. Ma proprio per questo è opportuno ed urgente iniziare a strutturare dei servizi rivolti a questi interlocutori, fornendo assistenza ed accompagnamento ad una forza economica che se troverà gli adeguati spazi potrà fornire un importante contributo alla ripresa del nostro Paese.</p>
<p>Nello spazio del coworking Millepiani, uno dei primi esperimenti di riuso di uno spazio pubblico inutilizzato a favore del lavoro free lance e delle microimprese, si terranno una serie di incontri e seminari pensati per approfondire il fenomeno del lavoro condiviso e dell’economia collaborativa.</p>
<p>16/5/2014 /seminario </p>
<p><a class="white nice button2 radius" href="https://www.millepiani.eu/seminario1-economia-collaborativa/" target="_blank">La società, il business e l&#8217;economia collaborativa: modelli e scenari >></a><br />
<em>La storia, le trasformazioni, i modelli di business, reputazione e trust, marketplace p2p, comunità, produzione </em><br />
Simone Cicero,OuiShare – Connecting the Collaborative Economy</p>
<p>30/5/2014<br />
incontro</p>
<p><a class="white nice button2 radius" href="https://www.millepiani.eu/fablab-innovazione/" target="_blank">Fablab e le palestre dell’innovazione: le nuove frontiere delle professioni e dell’artigianato >></a><br /><em>Università, scuole, artigiani tradizionali e digitali, professionisti e imprese insieme per sperimentale le nuove forme dell’apprendimento e della produzione creativa, tra innovazione tecnologica, sociale e civica.</em><br />
Leonardo Zaccone, Roma Makers, FabLab Garbatella<br />
Tommaso Spagnoli, SPQRWork<br />
Alfonso Molina, Fondazione Mondo Digitale K<br />
Stephen Trueman, direttore Sapienza Innovazione<br />
Fabio Mongelli, direttore RUFA &#8211; Rome University of Fine Arts<br />
Marco Contini, Open Hub<br />
Maria Fermanelli &#8211; CNA nazionale</p>
<p>13/6/2014<br />
incontro</p>
<p><a class="white nice button2 radius" href="https://www.millepiani.eu/coworking-spazi-pubblici/" target="_blank">Coworking e spazi pubblici: la rigenerazione urbana >></a><br /><em>Il riuso degli spazi pubblici urbani inutilizzati come sfida per le Pubbliche Amministrazioni in tema di lavoro, di sviluppo, di coesione civile.</em><br />
Millepiani coworking<br />
Tommaso Spagnoli, SPQRWork<br />
Rete dei coworking di Roma<br />
Carlo Infante, Stati Generali dell’innovazione<br />
Paolo Masini, assessore alle Periferie Roma Capitale<br />
Marta Leonori, assessore alle Attività Produttive Roma Capitale<br />
Andrea Santoro, pres. IX Municipio<br />
Andrea Catarci,pres.VIII Municipio<br />
Carmelo Ursino, commissario straordinario LazioAdisu</p>
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		<title>Impresa Facile &gt; CNA</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2014 08:50:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Impresa Facile > CNA Vuoi creare un’impresa? Risparmia fino a 4.500 euro per l’avvio e scopri tutte le opportunità per partire col piede giusto Oggi Cna di Roma con Millepiani coworking semplificano la vita agli aspiranti artigiani, commercianti e piccoli imprenditori che non abbiano già una partita Iva, accompagnandoli proprio nella fase più delicata: quella [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5>Impresa Facile > CNA</h5>
<p><strong>Vuoi creare un’impresa?<br />
Risparmia fino a 4.500 euro per l’avvio e scopri tutte le opportunità<br />
per partire col piede giusto<br />
</strong></p>
<p>Oggi Cna di Roma con Millepiani coworking semplificano la vita agli aspiranti artigiani, commercianti e piccoli imprenditori che non abbiano già una partita Iva, accompagnandoli proprio nella fase più delicata: quella dell’avvio. L’opportunità è il bando della Camera di Commercio di Roma che garantisce fino a 2.500 euro di contributo per le spese una tantum di avvio di impresa. La Cna aiuta l’imprenditore a partecipare al bando. Non solo. Cna di Roma mette a disposizione di chi sogna di diventare imprenditore, un voucher di 2mila euro da usare entro i primi 3 anni per: consulenza sul lavoro, contabilità, disbrigo pratiche amministrative, sicurezza sul lavoro, innovazione e internazionalizzazione.</p>
<h5>Chiedi informazioni per avviare la tua attività a Millepiani coworking<br />
tel. 06 88817616 o scrivi una mail a <a href="mailto:grafica@sectio.it" target="_blank">grafica@sectio.it >></a></h5>
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		<title>#coglione NO! Reddito, cittadinanza, diritti per i lavoratori free lance</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2014 11:21:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[#COGLIONE NO! Reddito, cittadinanza, diritti per i lavoratori free lance 17 aprile alle ore 17.30 a Millepiani Coworking / Via Nicolò Odero 13 &#8211; Garbatella, Roma “#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi. È la reazione alla [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5>#COGLIONE NO!</h5>
<p><strong>Reddito, cittadinanza, diritti per i lavoratori free lance<br />
17 aprile alle ore 17.30 a Millepiani Coworking / Via Nicolò Odero 13 &#8211; Garbatella, Roma</strong></p>
<p><em>“#coglioneNo è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi.<br />
È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol.<br />
È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento.<br />
Questo gennaio ZERO vuole unire le voci dei tanti che se lo sentono dire ogni volta. Vogliamo ricordare a tutti che siamo giovani, siamo freelance, siamo creativi ma siamo lavoratori, mica coglioni”.</em><br />
Dal sito: <a href="http://zerovideo.net/coglioneno/" target="_blank">zerovideo.net/coglioneno >></a></p>
<p>Parliamo dei compensi e dei redditi dei cosiddetti “creativi”, lavoratori a tutti gli effetti, vittime della retorica del self made man, e a tutti gli effetti privi di tutele, welfare, rappresentanza e soprattutto strumenti per far valere i propri diritti di lavoratori. Vogliamo però andar oltre la denuncia, e costruire delle risposte concrete e opertative, e soprattutto dotarci di strumenti per far valere i nostri diritti di lavoratori..</p>
<h5>I relatori</h5>
<p>• <strong>Presentazione degli spot della campagna #coglioneNO da parte di ZERO</strong></p>
<p><strong>Lo scenario</strong><br />
• <strong>Lavoratori free lance e microimprese: i numeri della crisi</strong> /<strong>Lorenzo Tagliavanti</strong>, vicepresidente CCIIAA di Roma</p>
<p><strong>Le esperienze</strong><br />
• <strong>OuiShare &#8211; Connecting the Collaborative Economy</strong> /<strong>Tomas Mancin</strong> <a href="http://ouishare.net/" target="_blank"> ouishare.net >></a><br />
• <strong>L’unione fa la forza: i coworking, laboratori territoriali della condivisione</strong> /<strong>Luca Casarini</strong>, coworking Re Federico di Palermo, <a href="http://www.coworkingpalermo.net/" target="_blank">coworkingpalermo.net >></a><br />
• <strong>“Evermind”, la co-agency creativa</strong> /<strong>Francesco Biacca</strong>, Evermind srl <a href="http://www.evermind.it" target="_blank">evermind.it >></a><br />
• <strong>La condivisione delle esperienze di pagamento e la reputazione aziendale: Virtubuzz.com</strong> /<strong>Andrea Ragno</strong>, Promobit srl, <a href="http://www.virtubuzz.com/home/landing" target="_blank">virtubuzz.com >></a> </p>
<p><strong>Gli strumenti</strong><br />
• <strong>Creative Commons e gestione SIAE: l’esperienza dei circoli Arci</strong> /<strong>Carlo Testini</strong>, responsabile cultura Arci Nazionale<br />
• <strong>Presentazione del progetto di crowdsourcing “Piattaforma contest creativi di design di comunicazione visiva”</strong> /Millepiani coworking/Aiap</p>
<p><strong>Si può fare…</strong><br />
• <strong>Co-creazione e finanziamenti dal basso: la piattaforma di crowdfunding Eppela</strong> /<strong>Fabio Simonelli</strong>, Eppela <a href="http://www.eppela.com/ita/" target="_blank"> eppela.com >></a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/events/1482576365287608/"><img src="https://www.millepiani.eu/wp-content/uploads/2013/02/iscrivitiFB.jpg" alt="iscrizione evento FB" width="139" height="45" class="alignleft size-full wp-image-1182" /></a></p>
<h5>Lo scenario</h5>
<p>I lavoratori indipendenti in Italia rappresentano il 23% dell’occupazione complessiva, contro una media dei Paesi dell’Europa occidentale del 14% (dati Eurostat, 2011). In questo comparto sono occupati circa 6 milioni di italiani (5 milioni e 700 mila, dati ISTAT 2010). Il dato italiano risulta superiore non solo guardando i piccoli imprenditori e i lavoratori in proprio, ma anche per i lavoratori ad alta qualificazione professionale (esclusi insegnanti e docenti universitari del settore pubblico): ben 1 professionista su 2 è indipendente, contro una media europea del 18,5.</p>
<h5>Valiamo “zero”?</h5>
<p>L’argomento è noto a tutti: quando un cliente non ti vuole pagare, ha tutto le possibilità per farlo, e i lavoratori non hanno alcuno strumento di difesa. La cosa è sempre più diffusa, laddove “la merce” che ci si scambia ha uno statuto immateriale. Parliamo quindi in generale a tante categorie, sottotitolate “lavoratori della conoscenza”, che spaziano dalla cultura alla ricerca, dal design all’informatica, dagli operatori dei media a quelli dello spettacolo, dai servizi alle imprese a quelli alla persona. Ma non è solo un problema italiano, dove questo pseudo committente non è di fatto perseguibile per legge: assistiamo ad una nuova offensiva a livello mondiale che colpisce i diritti del lavoro in generale, attraverso dispositivi di soggezione e di controllo delle forze produttive.</p>
<p>Siamo tutti consapevoli di una cosa, come ci ricordano gli autori dei video, siamo arrivati allo ZERO, in termini di reddito, di prospettive, di sviluppo, di progettualità. Stiamo assistendo non ad una crisi ciclica del capitalismo, ma al tramonto di un modello di sviluppo. Crediamo che proprio i “lavoratori della conoscenza” debbano reagire a questo stato di cose, proponendo e praticando esperienze che si lascino alle spalle i modelli dell’impresa appropriativa, individualista, fondata sul possesso dei mezzi di produzione e dei saperi, ma è necessario avanzare verso la cosidetta cultura “open”, della condivisione, della cooperazione sociale.<br />
Partiamo dalle esperienze concrete di “pezzi” di questa nuova socialità: dai coworking, ai FabLab, fino ai gruppi internazionali che praticano la share economy. Sono tutte pratiche non ascrivibili solo ad una nuova e più efficiente organizzazione delle forze produttive, ma ad un vero e proprio nuovo modello di impresa e di socialità, improntati sulla decrescita, sul riuso e non sul consumo, sull’impiego di energie rinnovabili, su un uso “smart” delle tecnologie al servizio dei bisogni reali dei cittadini, con una nuova consapevolezza che “gli utenti” sono i veri protagonisti della nuova economia, semprechè mobilitati da processi di partecipazione e di condivisione.</p>
<h5>Una nuova piattaforma per i contest nel design della comunicazione visiva</h5>
<p>Proponiamo in questo incontro un progetto che vuole tenere insieme la share economy, il riconoscimento della professionalità, e l’innovazione.<br />
Nel design di comunicazione visiva, come in altri settori del lavoro professionale, la crisi economica si è fatta sentire: calano i compensi, le commesse, sembra che il professionista del design non serva più a nessuno, prevale un “fai de te” che mortifica la qualità dei prodotti.<br />
Sono in crisi i sistemi tradizionali che regolano la domanda e l’offerta: proliferano piattaforme che propongono contest a cui partecipa una platea mondiale di designer.<br />
Il cliente fissa un prezzo per un lavoro, espone un breafing, e i designer caricano le proposte. Il cliente si può trovare così ad esaminare centinaia di progetti.<br />
La possibilità di essere remunerati è molto bassa (la concorrenza è mondiale), viceversa per il cliente è un grande vantaggio avere con un prezzo prefissato da lui stesso una enorme quantità di elaborati…<br />
Quello che potrebbe essere un mezzo innovativo di contatto/confronto con la commitenza diventa viceversa un cappio al collo per i designers.<br />
Riteniamo che l’impostazione di queste piattaforme di contest viaggi su una logica competitiva, in cui sostanzialmente viene remunerato solo “il vincitore”, viceversa, tutte le proposte presentate, che forniscono al cliente un utile orientamento, non vengono remunerate. Ciò è ascrivibile alla crisi del settore in generale, ma in questa crisi vengono ridefiniti i rapporti di forza tra capitale e lavoro, a tutto svantaggio di quest’ultimo.</p>
<p>Riteniamo viceversa che le piattaforme web che propongono contest nel design della comunicazione (come in molti altri settori), potrebbere essere uno strumento innovativo per l’accesso da parte dei professionisti alle commesse, sempre che vengano riconosciute le competenze, certificata la qualità delle proposte, e queste vengano remunerate adeguatamente.</p>
<h5>E chi paga?</h5>
<p>Superiamo anche questo, rendiamoci indipendenti: “Noi siamo il 99 per cento” è uno degli slogan di Occupy Wall Street, ed è vero. Non aspettiamo l’interesse del politico di turno di ritagliarsi una sua clientela, non aspettiamo il mecenate illuminato. Il crowdfunding è una realtà, abbiamo la possibilità di coinvolgere una community vastissima i cui protagonisti sono delusi e umiliati ma pronti ad alzare la testa se coinvolti in processi decisionali orizzontali e collaborativi. Paghiamo (poco) tutti noi, perché i diritti si conquistano con l’impegno, la perseveranza, con l’esporsi in prima persona.</p>
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