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	<title>Millepiani coworking &#187; reportage</title>
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	<description>Millepiani APS è una realtà collaborativa che si autofinanzia dal 2014 con i contributi dei lavoratori, come Ente del Terzo Settore attiva pratiche mutualistiche per freelancer, imprese, associazioni, e fasce protette come nuovo welfare in risposta alle emergenze sociali. Rafforza reti auto-organizzate per lo scambio di saperi, beni, servizi e creazione di imprese sostenibili nelle diverse aree di innovazione, p2p, green, sharing economy, cooperazione, economia circolare, lavoro agile.</description>
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		<title>Mostra Fotografica TrueLens</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Aug 2016 16:25:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mostra Fotografica TrueLens Mostra collettiva di fotografia con free-aperitivo >> Sito web TrueLens.it]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: left;">Mostra Fotografica TrueLens</h5>
<p><strong>Mostra collettiva di fotografia con free-aperitivo</strong><br />
<a href="http://www.truelens.it/" target="_blank"><strong>>> Sito web TrueLens.it</strong></a><br />
<a href="https://www.facebook.com/events/780836142056311/"_blank"><strong>>> Evento Facebook</strong></a><br />
<strong>10 settembre alle ore 18.00 / Esposizione + free-aperitivo</strong><br />
<strong>Millepiani Coworking / Via Nicolo&#8217; Odero n.13, 00154 Roma</strong><br />
Per saperne di più: <a href="mailto:info@truelens.it" target="_blank"><strong>>> info@truelens.it</strong></a><br />
Cell.: <strong>347-8613229</strong></p>
<p><strong>TrueLens.it</strong> inaugura una prima ??mostra? fotografica collettiva con un aperitivo? offerto a tutti i partecipanti e la presentazione dei nuovi progetti formativi di ?fotografia?: ?ritrattistica?, ?sviluppo? e ?post-produzione?, ?workshop? in Val d’Orcia e alla Costa dei Trabocchi, ?corsi? base e avanzato di ?paesaggio?. I corsi e workshop di TrueLens.it sono opportunità per condividere con il gruppo di apprendimento non soltanto delle esperienze emozionali, ma anche le competenze in ambito tecnico / fotografico. </p>
<p><strong>LIVE SET PORTRAIT DEL PUBBLICO</strong> Non mancate! Alessandro Galatoli allestirà un set per ritrarre durante l&#8217;inaugurazione della collettiva di fotografia!  Il 10 febbraio alle 18 Live-Upload on-line dei ritratti che diventeranno parte dell’esposizione e, per chi lo desidera, possibilità di ordinarne la stampa Fine Art del laboratorio Digid&#8217;a Fine Art Prints direttamente dal sito  www.truelens.it.</p>
<p><strong>TrueLens.it</strong> è attiva da tempo con un proprio coinvolgente progetto didattico per la formazione fotografica e dallo scorso anno ha integrato, in alcuni casi supportato, la programmazione culturale di Millepiani nel settore espositivo fotografico/visivo, collaborando a favorire la condivisione delle iniziative e della formazione nel circuito della rete collaborativa dei coworking di Roma e città metropolitana CoRete.<br />
L’obiettivo in corso d’opera e le intenzioni sono quelle di promuovere la circolazione delle competenze, dei progetti e della formazione in ottica sostenibile, open-source e soprattutto come bene comune.<br />
L’esperimento dà buoni risultati e siamo certi che attiverà sempre più scambi, sinergie e circolazione di conoscenze prototipandosi proprio su TrueLens, che ha ampliato, come sempre generosamente e creativamente, l’offerta formativa.</p>
<h5>Il progetto e la filosofia</h5>
<p>I corsi proposti hanno un costo accessibile, la quota di partecipazione è di 70€/mese (circa 8,75€/ora).<br />
TrueLens richiede partecipazione attiva e continuativa affinché il programma sia un percorso comune da assimilare e maturare insieme a tutto il gruppo. Per partecipare non è necessario alcun know-how strabiliante, nessuna abilità operativa particolare e nessun curriculum fotografico invidiabile… le iniziative sono aperte a tutti e vogliono essere opportunità per condividere con il gruppo di apprendimento non soltanto competenze tecniche, ma anche esperienze emozionali.</p>
<h5>Anche insegnamento individuale</h5>
<p>TrueLens, oltre ad offrire la possibilità di partecipare a corsi e workshop fotografici accessibili ed aperti a tutti, offre la possibilità di partecipare a lezioni individuali One-To-One. Che tu sia amatore o professionista questo è il miglior modo per approfondire tecniche fotografiche specifiche e realizzare immagini migliori. Un corso One-To-One può essere adattato / modulato in base ad esigenze individuali per migliorare competenze specifiche.</p>
<h5>Il video</h5>
<p>Realizzato durante uno dei workshop di TrueLens, buona visione!<br />
<a href="https://youtu.be/YnsQccz4TqY" target="_blank"><strong>>> https://youtu.be/YnsQccz4TqY</strong></a></p>
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		<title>Tomato Blues</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2016 08:50:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MOSTRA FOTOGRAFICA >> TOMATO BLUES una mostra fotografica sulla condizione dei braccianti agricoli immigrati nel Tavoliere delle Puglie. organizzata dall&#8217;Associazione >> Universarte fino al 31 gennaio Millepiani Coworking / Via Nicolo&#8217; Odero n.13, 00154 Roma I relatori: l’On. Kahlid Chaouki, Lorenzo Ciccarese, Giancarlo Rolandi di Slow Food Roma, Daniele Calamita della FLAI CGIL di Foggia, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: left;">MOSTRA FOTOGRAFICA <a href="http://www.tomatoblues.it/it/news/25-tomato-blues-viene-prorogata-fino-al-31-gennaio-2016-ore-19-00" target="_blank"> >> TOMATO BLUES</a></h5>
<p><strong>una mostra fotografica sulla condizione dei braccianti agricoli immigrati nel Tavoliere delle Puglie.</strong><br />
organizzata dall&#8217;<strong>Associazione <a href="http://www.universarte.it/" target="_blank">>> Universarte</a></strong></a><br />
fino al 31 gennaio<br />
Millepiani Coworking / Via Nicolo&#8217; Odero n.13, 00154 Roma</p>
<p>I relatori: l’On. <strong>Kahlid Chaouki</strong>, <strong>Lorenzo Ciccarese</strong>, <strong>Giancarlo Rolandi</strong> di <strong>Slow Food Roma</strong>, <strong>Daniele Calamita</strong> della FLAI CGIL di Foggia, <strong>Francesca Mancini</strong> di <strong>Radio Ghetto</strong> e <strong>Beppe D&#8217;Argenzio</strong> dell’<strong>Orchestra di Piazza Vittorio</strong>. La <strong>&#8216;ManCon&#8217;Blues&#8217;100&#8242;s&#8217;Acoustic&#8217;Band</strong> si esibirà dal vivo.</p>
<h5>Contesto</h5>
<p>Il Tavoliere delle Puglie (provincia di Foggia) è una delle maggiori aree di produzione agricola d’Italia: è il primo centro di produzione cerealicola d’Italia e il secondo centro di produzione industriale di pasta del mondo (sede delle industrie trasformatrici della Barila e di altre multinazionali dell’alimentare), nonché uno dei maggiori luoghi di produzione di ortaggi a livello mondiale, pomodori in particolare.<br />
L’agricoltura dell’area, pur fortemente industrializzata, si avvale ancora dei braccianti per la raccolta manuale degli ortaggi, in particolare dei pomodori, e ciò per l’impossibilità di ottenere risultati analoghi con le macchine (sensibilità del prodotto alla ‘durezza’ dei macchinari industriali).<br />
Il lavoro di raccolta impiega i braccianti in forma stagionale, in particolare nel periodo estivo e nei primi mesi autunnali. La sede locale della FLAI-GCIL stima in 80.000 la forza lavoro bracciantile impiegata stagionalmente nel Tavoliere. Il lavoro bracciantile impiega in eguale misura italiani e immigrati, e fra quest’ultimi, sia regolari che  irregolari.<br />
I lavoratori sono soggetti a condizioni di lavoro estenuanti, quasi sempre senza tutela sindacale e quasi sempre sotto scacco dei proprietari terrieri, a loro volta sotto scacco delle grandi imprese di trasformazione, uniche vere beneficiarie del sistema di sfruttamento. All’interno della categoria bracciantile, gli immigrati sono particolarmente vessati, e versano in condizioni non dissimili da quelle dei raccoglitori di cotone al tempo dello schiavismo nell’America dell’800.<br />
A paghe da fame, spesso non corrisposte alla fine del periodo estivo di lavoro con la scusa che mancano i documenti (strano però che al momento dell’assunzione i documenti non vengano richiesti!), corrisponde una situazione abitativa vergognosa per un paese civile.<br />
Il Tavoliere è costellato di campi residenziali temporanei, vere e proprie baraccopoli improvvisate di 2000, 3000, 4000 persone, abitati da immigrati sia irregolari sia ‘comunitari’; in alcune vi è una prevalenza maschile, in altre c’è una presenza cospicua di donne e bambini.<br />
I campi sono spesso senza luce e acqua; in alcuni casi sono circondati da discariche abusive prodotte nel tempo dai loro stessi abitanti e in generale versano in condizioni igieniche che non ‘sfigurerebbero’ in un racconto Dickensiano, con bimbi di 3 o 4 anni che giocano nei rifiuti, con ratti di 30 o 40 centimetri come animali domestici!<br />
Un cono d’ombra mediatico copre tutto ciò, a manifestare, più che il disinteresse, la volontà di nascondere e negare cose c’è davvero alla base della nostra industria alimentare.</p>
<h5>Scopo della mostra</h5>
<p>Nell’anno in cui l’EXPO 2015 di Milano celebra il tema dell’Alimentazione, sono rari gli sguardi scomodi sulla nostra industria alimentare. La mostra fotografica vuole aprire uno squarcio nel pesante velo che copre la nostra consapevolezza di cittadini e consumatori.<br />
Coscienti dell’ampiezza del tema, abbiamo focalizzato il nostro sguardo su un singolo aspetto del fenomeno, ossia sulle condizioni abitative degli braccianti immigrati nei campi residenziali temporanei, sperando che tale angolo visuale, seppure limitato, possa stimolare una discussione civile e democratica.</p>
<h5>I luoghi degli scatti</h5>
<p>Abbiamo selezionato una serie di fotografie scattate in due dei suddetti campi. Queste bidonville stagionali tendono a riunire immigrati provenenti da aree geografiche contigue, in una riproposizione ‘etnica’, e quindi spaventosa in sé, della divisione del mondo fra ricchi e poveri, fra razze e ‘sottorazze’.</p>
<p><strong>Il campo di Borgo Mezzanone (circa 10 chilometri a su di Foggia)</strong><br />
E’ un campo abitato prevalentemente da immigrati irregolari dall’africa anglofona. Il campo si estende su un vecchio aeroporto militare in disuso ed è composto da container metallici resi roventi sotto dal sole dell’estate pugliese.  Accanto ai container, alcune costruzioni in muratura sono state adibite a bagni pubblici, con acqua corrente. Uno di questi bagni pubblici è stato trasformato in una piccola chiesetta battista, in cui risuonano gospel e preghiere più urlate che recitate: è un luogo di catarsi e di esplosione della rabbia del residenti.<br />
Ironia della ‘sorte’, il campo sorge proprio ai confini di un Centro di prima accoglienza per rifugiati politici, un CARA sovvenzionato dallo stato: una prigione in cui però la condizione dei detenuti è notevolmente migliore di quelle dei ’liberi’  clandestini.</p>
<p><strong>Il campo di Manfredonia (circa 10 chilometri ad est di Foggia)</strong><br />
Il secondo è un campo che, seppur difficile da immaginare, presenta condizioni ancora peggiori del primo. E’ abitato da bulgari, quindi da ‘regolari’, in quanto cittadini dell’Unione europea.<br />
Il campo è una bidonville improvvisata e costruita con materiali di scarto, circondato da una discarica a cielo aperto.<br />
A differenza che nel primo campo, manca acqua corrente ed elettricità, e i residenti suppliscono andando a riempire taniche d’acqua nei paesi vicini e alimentando le baracche con generatori improvvisati o con le batterie di auto scassate.<br />
Inoltre, a differenza del primo campo, qui sono presenti nuclei familiare compositi, con donne, anziani e moltissimi bambini.</p>
<h5>Struttura della mostra</h5>
<p>La mostra  consisterà in un numero variabile (fino a 25) di  fotografie in bianco e nero in formato 420 x 594 millimetri (A2), a seconda dello spazio.<br />
Vi saranno cartelli esplicativi sintetici, per chiarire il contesto e le condizioni ambientali.<br />
Ad ogni fotografia verrà attribuito un titolo.<br />
Lo spazio potrà avere un suono di sottofondo, costituito da suoni d’ambiente e da interviste ad alcuni braccianti. Tale colonna sonora andrà in loop e fornirà un’atmosfera’ del luogo, creerà cioè l’impressione di un’esperienza, più che una comunicazione informativa o giornalistica.</p>
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		<title>MOSTRA FOTOGRAFICA HUÌBÀO</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 20:07:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MOSTRA FOTOGRAFICA HUÌBÀO di >> Igor Mozzilli organizzato da Millepiani con >> TrueLens.it Inaugurazione e aperitivo con l’autore sabato 6 febbraio ore 18.00 Millepiani Coworking / Via Nicolo&#8217; Odero n.13, 00154 Roma Saranno esposte 34 immagini per raccontare il viaggio di 8 mesi attraverso l&#8217;oriente di ?Igor Mozzilli? che ha avuto la fortuna di essere [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: left;">MOSTRA FOTOGRAFICA HUÌBÀO</h5>
<p>di <strong><a href="http://www.igorimages.com/" target="_blank">>> Igor Mozzilli</a></strong><br />
organizzato da <strong>Millepiani</strong> con <a href="http://www.truelens.it" target="_blank"><strong>>> TrueLens.it</strong></a><br />
Inaugurazione e aperitivo con l’autore sabato 6 febbraio ore 18.00<br />
Millepiani Coworking / Via Nicolo&#8217; Odero n.13, 00154 Roma</p>
<p>Saranno esposte 34 immagini per raccontare il viaggio di 8 mesi attraverso l&#8217;oriente di ?Igor Mozzilli? che ha avuto la fortuna di essere uno dei sopravvissuti al terribile terremoto accaduto in Nepal il 25 Aprile 2015.<br />
Sarà allestito un banchetto per raccogliere fondi da donare ai volontari presenti ed attivi sul territorio nepalese.</p>
<p><em>(da The Post Internazionale)</em></p>
<p>Ispirato dal libro Un indovino mi disse di Tiziano Terzani, il fotografo italiano Igor Mozzilli ha deciso di intraprendere un&#8217;avventura di 235 giorni di viaggio che l&#8217;ha condotto da Nuova Delhi fino a Roma senza mai prendere aerei.</p>
<p>Dall&#8217;India al Nepal, attraversando il sudest asiatico e la Cina, per poi attraversare la Mongolia e salire a bordo della Transmongolica e della Transiberiana per giungere fino alle montagne degli Svaneti in Georgia. Poi l’Armenia, la Turchia e l’Europa dell’Est e infine Roma.</p>
<p>Durante questo viaggio ha avuto la fortuna di essere uno dei sopravvissuti al terribile terremoto in Nepal del 25 aprile 2015. Questo tragico avvenimento ha creato un legame fortissimo fra il fotografo e quello che è uno dei più poveri paesi del mondo, tanto che ha avviato un crowdfunding per finanziare una mostra itinerante per tutta Europa al fine di raccogliere fondi da destinarsi ad associazioni di volontariato presenti sul territorio nepalese. E&#8217; possibile partecipare alla raccolta fondi a questo <strong>>> indirizzo</strong><a href="https://www.gofundme.com/huibao" target="_blank"></a>. </p>
<p>La mostra si chiamerà <strong>Huìbào</strong>, che in cinese significa &#8220;restituzione&#8221;, perché secondo Mozzilli sarà un modo &#8220;per restituire all’Asia qualcosa dopo aver ricevuto così tanto nei mesi passati in questo continente&#8221;.</p>
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