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	<title>Millepiani coworking &#187; Arci servizio Civile Roma</title>
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	<description>Millepiani APS è una realtà collaborativa che si autofinanzia dal 2014 con i contributi dei lavoratori, come Ente del Terzo Settore attiva pratiche mutualistiche per freelancer, imprese, associazioni, e fasce protette come nuovo welfare in risposta alle emergenze sociali. Rafforza reti auto-organizzate per lo scambio di saperi, beni, servizi e creazione di imprese sostenibili nelle diverse aree di innovazione, p2p, green, sharing economy, cooperazione, economia circolare, lavoro agile.</description>
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		<title>Si cambia davvero?</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jun 2013 16:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cowo/Welfare/Diritti]]></category>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 5 giugno 2013 Incontro con le consigliere ed i consiglieri dell&#8217;assemblea capitolina su &#8216;Partecipazione / Finanziamento del sociale / Welfare comunitario / Lavoro&#8217;. Arci Solidarietà &#8211; Millepiani Coworkingwww.arcisolidarietaonlus.eu Per una città convinta del proprio Sindaco e della possibilità di cambiare che recuperi la voglia e la capacità di partecipare dei propri abitanti e cittadini [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mercoledì 5 giugno 2013<br />
<h5>Incontro con le consigliere ed i consiglieri dell&#8217;assemblea capitolina su<br /> &#8216;Partecipazione / Finanziamento del sociale / Welfare comunitario / Lavoro&#8217;.</h5>
<p>
<strong>Arci Solidarietà &#8211; Millepiani Coworking</strong><br /><a href="http://www.arcisolidarietaonlus.eu/" target="_blank"><strong>www.arcisolidarietaonlus.eu</a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per una città convinta del proprio Sindaco e della possibilità di cambiare<br />
che recuperi la voglia e la capacità di partecipare dei propri abitanti e cittadini che contrasti la logica del “si salvi chi può” e guardi a ogni abitante con l’attenzione al coinvolgimento, alla valorizzazione e alla cura.</p>
<p><strong>Primi firmatari:</strong><br />
Arci Solidarietà Onlus, Associazione Il Laboratorio, Cooperativa Lapis, Arci servizio Civile Roma, Città Visibile Onlus, Cemea del Mezzogiorno, CNCA Lazio, Roma Social Pride, Antonio Castronovi/ CGIL Roma e Lazio, Daniele Caldarelli/ presidente Ass. Quixvoi, Agostino Rita/ esperto terzo settore, Agostino Bistarelli/ storico, Luca Lo Bianco/ esperto politiche di sviluppo, Manuel Anselmi/ Ricercatore universitario in Sociologia Politica, Gianni Palumbo/ Rete Educativa Fiore, Fabio Pierdominici/ operatore sociale, Simona Calabrese/statistica, Millepiani coworking.</p>
<p><strong>Chiediamo</strong><br />
un segnale forte di attenzione e di impegno sulle tematiche evidenziate.<br />
<strong>Offriamo</strong><br />
la capacità di partecipare e l’impegno a condividere l’onere del cambiamento.</p>
<p><strong>Partecipazione.</strong> Crediamo nel valore della partecipazione e della politica che sa ascoltare e apprendere dalle competenze maturate da comitati, associazioni, enti e coordinamenti. Chiediamo e attueremo una tangibile discontinuità con il passato in cui gli accordi precedevano i tavoli e gli affari prevalevano sul bene comune.<br />
Va confermato l’impianto di confronto interistituzionale previsto dalla L. 285 e dalla L. 328, sapendo che il maggiore ostacolo incontrato è nella divisione burocratica interna all’amministrazione. Va rilanciata l’applicazione della L. 328 (sollecitando una rapida approvazione della legge regionale di riforma del welfare) a partire dai percorsi partecipativi dei piani di zona, superando le criticità e rilanciando il lavoro della co-progettazione.<br />
La partecipazione va coniugata con la trasparenza a partire dai bilanci e dalla adozione di programmi, regolamenti e bandi e altri atti di fondamentale importanza per la vita pubblica.<br />
I nuovi strumenti informatici permettono la messa a disposizione del pubblico degli atti e delle procedure decisionali. La prospettiva deve tendere verso una partecipazione che, senza nulla togliere alle prerogative delle istituzioni, assuma sempre più un ruolo “deliberativo” e vincolante e sempre meno consultivo e occasionale.</p>
<p><strong>Finanziamento del sociale.</strong> I tagli di questi ultimi anni hanno indebolito l’idea di una società coesa e solidale con una drastica caduta qualitativa e quantitativa della qualità della vita e dei percorsi di recupero e di autonomia.<br />
I primi a soffrirne sono le persone in difficoltà insieme ai loro famigliari e agli operatori sociali che hanno subito una ulteriore precarizzazione della loro condizione lavorativa.<br />
Il Comune di Roma si deve far carico, insieme agli altri comuni italiani, di pretendere dal governo una immediata e concreta inversione di tendenza. Il sociale è benessere e sviluppo e le risorse destinate a questo capitolo di spesa sono investimenti per il futuro. È possibile ricavare subito disponibilità economiche per il sociale annullando le spese per consulenze inutili e clientelari, rivedendo profondamente il ruolo degli enti che si frappongono tra pubblico e terzo settore ed evitando finanziamenti mirati ideologicamente; inoltre si può ricontrattare il debito con le grandi banche internazionali denunciando la truffa operata attraverso l’uso disinvolto dei derivati.</p>
<p><strong>Welfare comunitario.</strong> L’attuale impianto di welfare copre a stento solo alcune categorie, spesso messe in competizione tra loro; bisogna passare ad un modello comunitario che superi la divisione tra agio e disagio e punti decisamente nella valorizzazione del territorio, della partecipazione e della integrazione socio-sanitaria.<br />
Un nuovo modello che recuperi il valore del mutualismo e si articoli nei quartieri aprendo spazi comunitari di cura e partecipazione attiva e che includa al suo interno la promozione e la diffusione di cultura di base, socialità, cura dei luoghi e una nuova idea di benessere.<br />
Il nuovo welfare comunitario, a Roma, dovrà passare attraverso un vero decentramento in favore dei nuovi Municipi che proprio per la popolazione che rasenta quella di una media città italiana, dovranno possedere i poteri e le funzioni necessarie per governare il loro territorio.<br />
Occorre rimettere in discussione il coinvolgimento e i trasferimenti, peraltro senza gara di appalto, di poteri decisionali e gestionali a super strutture esterne al circuito istituzionale come Fondazioni, Croce Rossa e Confraternite varie.<br />
Promuovere l&#8217;istituzione di regole di salvaguardia della continuità dei servizi che restituiscano un senso alle politiche sociali.<br />
Promuovere la costruzione di un luogo di discussione e riflessione permanente tra quelle parti di terzo settore che si propongono di rilanciare una diversa idea di welfare.</p>
<p><strong>Lavoro.</strong> vanno sperimentate politiche attive del lavoro per i giovani, senza dimenticare coloro che hanno perso il posto a pochi anni dalla pensione e rischiano una grave emarginazione sociale. Il precariato va contrastato come patologia cronica che rompe la coesione sociale e spezza il patto tra cittadini e istituzioni. Occorrono strumenti nuovi sul piano normativo, ma anche nuove politiche sul piano regionale e locale a partire dai servizi appaltati dal Comune per i quali non deve essere possibile derogare dai contratti collettivi.<br />
Coworking e formazione professionale aggiornata, reddito minimo di inserimento possono essere efficaci strumenti da adottare immediatamente per arginare la disperazione di migliaia di persone senza lavoro.</p>
<p><strong>Atti dei primi cento giorni:</strong><br />
• Apertura del “tavolo per la città”, in cui far confluire le diverse competenze e attivazioni di comitati, enti e associazioni per la definizione di strumenti per una nuova politica partecipativa;<br />
• ritiro della delibera sulla assistenza domiciliare e adeguamento per tutti i servizi delle tariffe in linea con CCNL nazionali di categoria;<br />
• abolizione dell’agenzia per le tossicodipendenze e reintegro dei servizi dedicati nel Dipartimento Politiche Sociali;<br />
• superamento definitivo dell’emergenza rom, a partire dalla revoca del servizio di guardiania e avvio di reali politiche di inclusione abitativa e lavorativa;<br />
• rilancio dei centri antiviolenza donne<br />
• riattivazione delle politiche per i giovani e consolidamento dell’esperienza dei progetti ex legge 285/97 attivi sulla città;<br />
• istituzione di un fondo di rotazione per garantire tempi certi nei pagamenti del lavoro sociale garantendo gli interessi sui ritardi dell’amministrazione e il superamento del pro-soluto.
</p>
<p>
<a href="https://www.millepiani.eu/dove-siamo/" target=_self"><strong>Spazio Aiap Lazio / Millepiani Coworking</strong><br />
Via Nicol&ograve; Odero 13 &#8211; Roma</a></p>
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