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Millepiani / project


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Il progetto Millepiani

Millepiani è un progetto presentato nel luglio 2012 all’Assessorato al Lavoro della Provincia di Roma, Massimiliano Smeriglio, e all’allora presidente Nicola Zingaretti. La genesi del progetto è il frutto di un clima culturale e di impegno politico perorato dalle nuove figure partorite dal terziario avanzato: free lance, partite iva, professionisti indipendenti. Figure senza tutele, diritti, non rappresentate dai sindacati, e tantomeno dalle associazioni professionali. Né imprenditori né lavoratori subordinati, vivono le problematiche di entrambi, in completa solitudine, vessati dalla cartelle esattoriali, obbligati a versamenti previdenziali per una pensione che non vedranno mai… In una Roma in piena crisi economica, in cui i tradizionali attori dello sviluppo imprenditoriale si rifugiano nelle rendite o semplicemente chiudono le saracinesche, nascono esperienze innovative che indicano un’altra via di sviluppo sostenibile e un’altra idea di città: il Teatro Valle occupato, i primi coworking, fablab, il movimento del Quinto Stato, l’Acta di Sergio Bologna.

Tentativi ed errori: un conto è condividere, un conto è collaborare

Millepiani, dopo l’assegnazione del dicembre 2012 dello spazio Urban Center di Garbatella da parte dell’VIII Municipio di Roma, inizia la propria attività di coworking. Più che coworking parliamo all’inizio di una filiera di imprese attive nel design, che, attraverso la condivisione dello spazio, delle attrezzature, dei servizi, cerca di porre in essere delle economie di scala. Contemporaneamente si organizzano eventi, momenti formativi, assemblee pubbliche e incontri tematici che animano la struttura.
Ma il modello non funziona. Un conto è condividere, un conto è collaborare.
Le imprese attive nella filiera si ritagliano dei recinti, tendono a privatizzare uno spazio comune, vedono come un disturbo e una perdita di tempo le attività extra-lavorative.

È ora di cambiare: da spazio condiviso a bene comune

Alcune imprese comprendono, altre meno, ma tant’è: in uno spazio pubblico deve essere attivato un progetto pubblico, declinato però su una nuova idea di pubblico, il Bene Comune. E così Millepiani si apre, al territorio, alle nuove start up, alle associazioni, alle reti territoriali e cittadine. In breve tempo si riorganizza tutto: 80 presenze al giorno, 30 imprese attive nello spazio, barcamp, hackathon, codesign jam, programmi di accelerazione per le start up, progetti di inserimento lavorativo per rifugiati, movimenti per i beni comuni. ISFOL redige una ricerca sulle nuove modalità lavorative, con al centro l’esperienza Millepiani, così anche l’Università dell’Aquila e di Tor Vergata. Si attivano collaborazioni con CNA, la Camera di Commercio, Porta Futuro, il programma regionale Torno Subito e Garanzia Giovani.
Si è costruito un ecosistema collaborativo.

Di più

Ormai a Millepiani sono attive tante imprese, alcune di “eccellenza”, altre che iniziano… Ora è il tempo che si cambi il concetto di impresa. All’interno del coworking e nella rete di rapporti esterni che sono stati costruiti, le aziende trovano fornitori, collaboratori, mentors, progettazione, fundraising, relazioni con stakeholder istituzionali e commerciali. Da noi le imprese crescono, e rimangono, perché sono protette dall’ecosistema. Il contrario di ciò che avviene negli acceleratori, in cui si erogano servizi (a caro prezzo) e si lavora per l’exit. I risultati di questo approccio meramente finanziario sono sotto gli occhi di tutti, grande mortalità e bassi redditi.
Noi non siamo così, noi lavoriamo per lo sviluppo del territorio, non per i portafogli degli investitori.

CoRete, una grande impresa!

Insieme a tanti spazi di coworking, fab lab, coliving, abbiamo costruito il primo ecosistema collaborativo urbano nato dal basso. Tante realtà collaborative che ragionano insieme progettando servizi comuni, centrali uniche di acquisto, eventi divulgativi, un’unica grande community di competenze a disposizione delle start up e della aziende del territorio, mappe partecipative, co-progettazione… è un grande esempio di autogoverno degli attori decentrati che operano nelle nuove economie, che producono mutualismo e socializzazione.
La rete ha inoltre prodotto le Linee guida ai bandi europei sul coworking della programmazione FSE 2014-2020: sono gli operatori “reali” che ragionano su come allocare al meglio le risorse pubbliche, una grande prova di maturità sia per la rete che per i nostri interlocutori istituzionali.